Se stai pensando di comprare un immobile all'asta nel 2025, la prima domanda è: come sta andando il mercato? I numeri dicono che i lotti disponibili continuano a calare, ma il valore medio sale. Meno quantità, più qualità — almeno sulla carta. Vediamo cosa significano davvero questi dati per chi vuole partecipare.
Il mercato 2025 in numeri
Nel 2025 sono finiti in asta 74.625 lotti immobiliari in tutta Italia. Sono il 4,9% in meno rispetto ai 78.477 del 2024, e quasi il 18% in meno rispetto al 2023 (88.174). Il trend di contrazione va avanti ormai da quattro anni, dopo il picco di 126mila lotti nel 2021.
Ma attenzione al dato che spesso passa inosservato: il valore complessivo a base d'asta è di 11,26 miliardi di euro, con offerte minime per 8,44 miliardi. Se fai i conti, il valore medio per lotto è salito a circa 150.900 euro — era 138.700 nel 2024. Tradotto: ci sono meno immobili in asta, ma quelli che ci sono valgono di più.
📊 I numeri chiave del 2025
- 74.625 lotti in asta (-4,9% sul 2024)
- €11,26 miliardi di valore a base d'asta
- €150.900 valore medio per lotto (+8,8% sul 2024)
- €113.200 offerta minima media per lotto
- Le offerte minime sono circa il 75% del prezzo base
Un altro dato interessante riguarda la composizione: le esecuzioni immobiliari rappresentano il 73,7% dei lotti (55.018), mentre le procedure concorsuali (fallimenti, liquidazioni giudiziali) pesano per il 24,2% (18.053) — e questa quota è in crescita di oltre 4 punti rispetto all'anno prima. Il Codice della crisi d'impresa sta cominciando a far sentire i suoi effetti sulla pipeline.
L'andamento 2020-2025: cosa è successo
Per capire dove siamo, serve guardare da dove veniamo. Ecco l'evoluzione degli ultimi sei anni:
| Anno | Lotti in asta | Base d'asta totale | Valore medio/lotto |
|---|---|---|---|
| 2020 | 116.637 | €16,98 mld | ~€145.600 |
| 2021 | 126.083 | €18,74 mld | ~€148.600 |
| 2022 | 113.056 | €16,34 mld | ~€144.500 |
| 2023 | 88.174 | €12,01 mld | ~€136.300 |
| 2024 | 78.477 | €10,89 mld | ~€138.700 |
| 2025 | 74.625 | €11,26 mld | ~€150.900 |
Il 2020 è un anno a parte (pandemia, sospensioni), il 2021 il rimbalzo post-Covid con volumi record. Da lì in poi la discesa è stata costante: -10% nel 2022, -22% nel 2023, -11% nel 2024, -5% nel 2025. Il rallentamento del calo suggerisce che ci stiamo avvicinando a un nuovo livello "strutturale" di offerta.
Dove si trovano gli immobili all'asta: la mappa regionale
Se stai cercando immobili all'asta in una zona specifica, sapere come si distribuisce l'offerta ti aiuta a calibrare le aspettative.
Lombardia (9.664 lotti), Sicilia (8.491) e Lazio (6.290) da sole coprono circa un terzo del totale nazionale. Ma le dinamiche regionali raccontano storie diverse:
| Regione | Lotti 2025 | Var. % su 2024 | Quota |
|---|---|---|---|
| Lombardia | 9.664 | -7,4% | 12,95% |
| Sicilia | 8.491 | -10,2% | 11,38% |
| Lazio | 6.290 | -17,5% | 8,43% |
| Marche | 6.196 | +10,3% | 8,30% |
| Toscana | 5.440 | -1,5% | 7,29% |
| Campania | 5.373 | -5,0% | 7,20% |
| Piemonte | 4.556 | +16,7% | 6,11% |
| Puglia | 4.357 | -7,2% | 5,84% |
| Calabria | 4.153 | -4,1% | 5,57% |
| Emilia-Romagna | 3.824 | -11,1% | 5,12% |
| Veneto | 3.742 | -6,9% | 5,01% |
| Sardegna | 3.276 | -3,5% | 4,39% |
| Abruzzo | 2.485 | -8,4% | 3,33% |
| Umbria | 2.315 | -2,9% | 3,10% |
| Liguria | 1.414 | -9,7% | 1,89% |
| Basilicata | 1.270 | +16,6% | 1,70% |
| Friuli Venezia Giulia | 801 | +19,6% | 1,07% |
| Molise | 474 | -13,5% | 0,64% |
| Trentino-Alto Adige | 412 | -6,4% | 0,55% |
| Valle d'Aosta | 87 | -9,4% | 0,12% |
Il dato che salta all'occhio è il Lazio: -17,5%. Roma e provincia da sole fanno 3.909 lotti, ma il calo è significativo e potrebbe indicare un cambiamento nella pipeline delle procedure. Al contrario, Piemonte (+16,7%), Friuli (+19,6%) e Basilicata (+16,6%) vedono più lotti entrare nel circuito — il che non significa automaticamente più occasioni, ma sicuramente più scelta.
Se ti interessa esplorare le aste sulla mappa, puoi filtrare per regione e provincia per vedere cosa c'è disponibile nella tua zona.
Le province con più aste nel 2025
Le prime 10 province concentrano circa un quarto di tutti i lotti nazionali:
| # | Provincia | Lotti 2025 |
|---|---|---|
| 1 | Roma | 3.909 |
| 2 | Cosenza | 2.050 |
| 3 | Perugia | 2.012 |
| 4 | Macerata | 1.913 |
| 5 | Napoli | 1.895 |
| 6 | Milano | 1.830 |
| 7 | Torino | 1.823 |
| 8 | Catania | 1.553 |
| 9 | Brescia | 1.533 |
| 10 | Bari | 1.403 |
Roma resta nettamente prima, ma Milano scende al sesto posto. Sorprende Cosenza al secondo — un segnale di quanto il Sud pesi sulle procedure concorsuali e le esecuzioni più datate.
Cosa si trova all'asta: tipologie e fasce di prezzo
La composizione dell'offerta nel 2025 non riserva grossi colpi di scena, ma qualche spostamento interessante c'è:
- Residenziale: 51,4% (38.347 lotti) — resta la fetta più grossa, ma in calo dal 54% del 2024. Appartamenti, ville, villette a schiera: è la categoria con più domanda e i migliori tassi di aggiudicazione (intorno al 50% secondo i dati 2024)
- Terreni: 13,3% (9.954 lotti) — in leggera crescita. Agricoli, edificabili, misti. Richiedono competenze specifiche e tempi di vendita più lunghi
- Box e posti auto: 12,3% (9.198 lotti) — crescono, spesso legati a procedure dove il residenziale è già stato venduto
- Uffici, negozi e commerciale: 11,3% (8.413 lotti) — il commerciale soffre la trasformazione del retail, ma può offrire occasioni per chi ha visione
- Magazzini: 4,8%, capannoni: 3,2% — segmenti di nicchia, interessanti per imprenditori
- Cantieri in costruzione: 1,2% (867 lotti) — in forte crescita (+37% sul 2024). Sono gli "incompiuti" di imprese fallite, spesso a prezzi molto bassi ma con complessità tecniche e urbanistiche
Per quanto riguarda le fasce di prezzo, non esistono dati ufficiali sulla distribuzione per classi nel 2025. Ma il profilo storico del mercato — e i dati degli anni precedenti — indicano che la grande maggioranza dei lotti ha basi d'asta sotto i 250.000 euro, con una concentrazione forte nella fascia 50.000-150.000 euro per il residenziale.
💡 Per orientarti
L'offerta minima media è circa €113.200 nel 2025. Questo significa che in molti casi puoi partecipare con un'offerta iniziale ben sotto i 100mila euro — a patto di aver letto la perizia e fatto i conti sui costi accessori (trasferimento, eventuali lavori, spese condominiali arretrate).
I tempi delle aste: il nodo che nessuno risolve
Parliamo dell'elefante nella stanza. Il problema strutturale delle aste italiane non è il prezzo — è il tempo.
Qualche numero per inquadrare la situazione:
- Dal momento in cui viene iscritta una procedura al primo tentativo di vendita passano in media 4,4 anni
- Il tempo medio dalla procedura all'aggiudicazione è di circa 5 anni
- La pausa media tra un tentativo e il successivo (la "fase offline") è di circa 108 giorni nel primo trimestre 2025, ma con variabilità enorme: 47 giorni a Roma, 218 a Firenze
Cosa significa tutto questo? Che gran parte dei lotti che trovi oggi in asta sono il risultato di procedure avviate anni fa. E che ogni tentativo andato deserto (con il conseguente ribasso del prezzo) ha aggiunto mesi — a volte anni — al percorso.
Per chi compra, la buona notizia è che i ribassi progressivi creano occasioni. La cattiva è che un lotto con tanti tentativi alle spalle potrebbe avere problemi non immediatamente visibili (occupazione abusiva, contenziosi, stato manutentivo deteriorato).
Quanto si compra e a quanto: i tassi di aggiudicazione
Non ci sono dati nazionali completi sulle aggiudicazioni 2025, ma i numeri del 2024 — l'ultimo anno con statistiche consolidate — offrono un riferimento affidabile:
- 53.767 lotti hanno avuto almeno un tentativo di vendita
- 21.112 sono stati aggiudicati → tasso di aggiudicazione del 43,8%
- Il residenziale va meglio: circa 50% di aggiudicazione
- Terreni e categorie speciali stanno sotto il 30%
Detto in modo brutale: più della metà delle aste va deserta. Questo è insieme un problema (per i creditori) e un'opportunità (per chi compra), perché ogni asta deserta porta un ribasso del prezzo base al tentativo successivo.
Il confronto con il mercato libero è complesso perché gli immobili in asta hanno spesso condizioni peggiori (manutenzione, occupazione, vincoli). Ma lo sconto strutturale rispetto alle quotazioni di mercato resta significativo, soprattutto sui lotti che hanno attraversato più tentativi di vendita.
Il contesto macro: tassi e mercato immobiliare nel 2025
Due fattori esterni influenzano direttamente il mercato delle aste:
I prezzi delle case salgono. L'indice IPAB mostra una crescita del +3,9% nel secondo trimestre 2025, con compravendite residenziali in aumento. Quando il mercato libero tira, l'asta diventa più attrattiva: lo sconto rispetto al prezzo di mercato resta, e la domanda per i lotti migliori aumenta.
I mutui costano meno. I tassi sui nuovi mutui sono scesi rispetto ai picchi del 2023-2024, attestandosi intorno al 3,3%. Più persone possono accedere al credito, il che allarga la platea dei potenziali acquirenti — soprattutto nel residenziale, dove il finanziamento bancario è più comune.
Le riforme: cosa è cambiato e cosa cambierà
Sul fronte normativo, il periodo 2023-2025 ha visto tre cambiamenti importanti:
Banca Dati Aste Giudiziarie (BDAG)
Il Ministero della Giustizia ha istituito una banca dati centralizzata per tutte le aste (esecuzioni, mobiliari, concorsuali). Il regolamento attuativo è il Decreto 11 luglio 2023, n. 99. L'obiettivo è standardizzare le informazioni e migliorare la trasparenza. Non rivoluziona l'esperienza dell'acquirente, ma crea le basi per analisi più affidabili e per un accesso più uniforme ai dati.
Riforma Cartabia e vendite telematiche
La riforma del processo civile ha avuto ricadute anche sulle esecuzioni immobiliari. Le vendite telematiche — già disciplinate da un decreto del 2015 — sono ormai la norma. Per chi partecipa, questo significa: procedure digitali, offerte online, e la necessità di familiarizzare con le piattaforme dei gestori della vendita.
Codice della crisi d'impresa
Il D.Lgs. 14/2019 e i suoi correttivi (ultimo: D.Lgs. 136/2024) stanno progressivamente aumentando il flusso di immobili da procedure concorsuali. È coerente con il dato del 2025: la quota di lotti da concorsuale è salita al 24,2% dal 20,1% del 2024.
Cosa aspettarsi nei prossimi 2-3 anni
Fare previsioni sul mercato delle aste è complicato, perché dipende da variabili spesso indipendenti tra loro. Ma possiamo ragionare su tre scenari:
Scenario ottimistico: i volumi si stabilizzano, i tassi di aggiudicazione salgono verso il 50% (trainati dal residenziale), i tempi si accorciano grazie alla digitalizzazione. Gli sconti diventano più selettivi — meno aste deserte, più competizione sui lotti buoni. Chi si prepara bene e fa due diligence seria porta a casa affari.
Scenario base: tutto resta più o meno come ora. Oscillazioni regionali, tempi lunghi con miglioramenti a macchia di leopardo, sconti che persistono ma con forte dispersione tra tribunali. Roma veloce, altri tribunali lenti. Il mercato premia chi conosce le dinamiche locali.
Scenario negativo: un peggioramento macro (recessione, restrizione del credito) fa salire le procedure e i volumi. I tassi di aggiudicazione calano, le aste vanno deserte più spesso, e i tempi si riallungano. Gli sconti aumentano ma anche i rischi: immobili occupati, costi di gestione, illiquidità.
Consigli pratici per chi vuole comprare all'asta nel 2025
Alla luce di tutti questi dati, ecco cosa tener presente:
- Leggi la perizia, tutta. Non fermarti al prezzo base. Controlla lo stato manutentivo, la regolarità urbanistica, l'eventuale occupazione, le spese condominiali arretrate. Ogni asta è una storia a sé
- Non confondere "aste" e "lotti". Vedrai numeri diversi a seconda della fonte. Un lotto può andare all'asta più volte nello stesso anno — 74.625 lotti non significa 74.625 eventi d'asta (che sono molti di più)
- Usa l'offerta minima come punto di partenza, non come regola. L'offerta minima è circa il 75% del prezzo base, ma il prezzo di aggiudicazione dipende dalla concorrenza. In zone appetibili potresti dover offrire di più
- Calcola i costi post-acquisto. Trasferimento, eventuale rilascio coatto, lavori di ristrutturazione, spese condominiali pregresse. Un immobile "a metà prezzo" che richiede 50mila euro di interventi non è poi così conveniente
- Monitora le aste ripetute. Un lotto al terzo o quarto tentativo ha già subito ribassi significativi. Se il problema non è strutturale (occupazione, vizi gravi), può essere un'ottima opportunità
- Informati sui tempi del tribunale. La "velocità" varia enormemente: a Roma la pausa media tra tentativi è di 47 giorni, a Firenze 218. Questo impatta sul numero di ribassi e sulla durata complessiva
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Il mercato delle aste immobiliari nel 2025 è meno grande di qualche anno fa, ma non meno interessante. Meno lotti, valori medi più alti, una quota crescente di procedure concorsuali. Per chi ha pazienza, competenza e sa dove guardare, le opportunità non mancano — bisogna solo sapere che non è un mercato dove si improvvisa.
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